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La Festa

Siracusa festeggia due volte l’anno la sua Patrona ma, senza dubbio la festa più sentita e commovente è quella del 13 dicembre, giorno del dies natalis della Santa. Il clima di festa si respira già dal pomeriggio del 30 novembre quando la banda musicale gira festosa per le vie del centro storico, Ortigia, annunziando l’inizio della Tredicina che si terrà in Cattedrale. Con il passare dei giorni l’attesa si fa sempre più carica di emozione e il giorno 9 ha inizio il solenne triduo con l’esposizione del Simulacro argenteo di S. Lucia nella Cappella a Lei dedicata in Cattedrale. Le Sante Messe si susseguono all’altare della Santa ed ogni sera ha luogo la benedizione e il bacio della Reliquia. Il 12 dicembre è giornata di vigilia e già dalle prime ore del mattino in Cattedrale iniziano ad accorrere i devoti per assistere alla traslazione del Simulacro dalla Cappella all’Altare Maggiore. Alle 11,45 il Campanellaio ed il Maestro di Cappella danno inizio alle operazioni necessarie fin quando l’esplodere dell’applauso dei fedeli accoglie la Santa fuori dalla sua Cappella. Santa Lucia adesso è in mezzo al suo popolo e fra le grida di invocazione e gli applausi, pian piano viene portata sull’Altare Maggiore della Cattedrale. Le celebrazioni proseguiranno con i Vespri della sera in attesa del grande giorno di festa.



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Il Ritorno di Santa Lucia
Nel 2004 Siracusa ha festeggiato il XVII centenario della nascita al cielo della sua Patrona S. Lucia preparandosi sin dall’anno precedente a vivere un momento di grande intensità spirituale, ma anche di immensa rilevanza sotto molteplici punti di vista. Per la prima volta dopo ben 965 anni infatti, sono tornate nella terra che le diede i natali, le Sacre Spoglie dell’amata Lucia, da molti secoli custodite e venerate nella città di Venezia. Sembra un paradosso, ma a quanto pare la nostra Concittadina non ama stare molto lontano dall’acqua, quasi che l’acqua stessa nel contesto storico di cui parliamo, sia uno degli elementi principali. E fu tanto il significato dato all’acqua che per l’occasione, gli organizzatori del grandioso evento, vollero fortemente che la Santa tornasse nella sua città allo stesso modo di quando la lasciò, ovvero per nave. Secoli or sono sulla nave del generale bizantino Giorgio Maniace, che la conduceva nella ricca città di Costantinopoli, e in quest’occasione, a bordo dell’Ammiraglia della Marina Militare Italiana, scortata con tutti gli onori dal porto di Augusta fino alla Marina di Siracusa. Una immensa folla attendeva l’ingresso nel Porto Grande di Siracusa, assiepata alla Marina e ben oltre, per assistere al festoso incontro, dopo molti secoli, della Santa con la sua città. Momenti di forte emozione, dove a stento si riusciva a trattenere le lacrime, hanno contrassegnato la giornata del 15 dicembre 2004, il giorno grandioso e pieno di luce che sarebbe rimasto per sempre nella storia non solo di Siracusa, ma anche di Venezia. Poco alla volta la nave della Marina Militare Italiana si addentrava nel porto, per essere accolta dalla folla festante e poco alla volta si è avvicinata alla banchina per essere attraccata e per scendere lentamente e solennemente le Sacre Spoglie di S. Lucia. Un infinito tappeto umano sventolava bianchi fazzoletti per salutare la Patrona di Siracusa, si cantava, ci si commuoveva, si lodava Dio, grazie alla preghiera guidata dai Sacerdoti e dall’Arcivescovo del tempo Mons. Giuseppe Costanzo che con voce commossa salutò Lucia, nel nome di tutta la sua città. Dopo aver sistemato l’Urna con le Sacre Spoglie sul fercolo dorato messo a disposizione dalla città di Carlentini, che la venera come Patrona, ha avuto inizio la lunga processione per le vie della città che probabilmente, non aveva mai visto una moltitudine di popolo festante, come in questa occasione. Il percorso era totalmente affollato, come un fiume umano che pazientemente attendeva il passaggio delle Sacre Spoglie e con gaudio e gioia lo salutava. Un lungo pomeriggio, indimenticabile, colmo di applausi che spontaneamente nascevano dai devoti al passaggio del fercolo; un continuo Viva Santa Lucia, un incessante battere di mani e gli sguardi colmi di commozione di tutti i Siracusani, ma anche di moltissimi forestieri giunti in città per l’occasione. Con solennità la processione ha percorso in modo inverso le strade che compie il Simulacro argenteo di S. Lucia al suo ritorno dalla Basilica di S. Lucia al Sepolcro, verso la Cattedrale. Un itinerario lungo, importante, ricco di emozione e di gioia, che hanno raggiunto il culmine nelle due tappe importanti: la visita agli ammalati del’Ospedale Generale Umberto I e la sosta presso il Santuario della Madonna delle Lacrime. Ancora gioia, esultanza, commozione per giungere in serata nel luogo del martirio, la Basilica di S. Lucia Sepolcro. È stata una settimana intensa, ricca di grazie e di condivisione, di amore, di spirito di fratellanza; per ben otto giorni il Corpo di S. Lucia è stato visitato da migliaia di persone che compostamente si mettevano in fila dalle 6 del mattino fino alla mezzanotte, in un fiume dal lento scorrere, e interrotto solo durante le celebrazioni dell’Eucarestia. Il 22 dicembre, su una piazza S. Lucia gremita ancora una volta di popolo, il Corpo della Santa usciva dalla sua Basilica, trasportato sulle spalle dei Vigili del Fuoco di Siracusa che, dopo averlo portato in Piazza, lo conducevano emozionati verso l’atrio dello Stadio Nicola De Simone, da dove poco dopo, su un elicottero avrebbe fatto ritorno a Venezia.